martedì 21 aprile 2009

James Rollins - Artico




I ghiacci dell'Artico nascondono un segreto terribile. Poco prima della Seconda Guerra Mondiale, i migliori scienziati dell'URSS furono trasferiti in una base segreta sotto la calotta polare, per realizzare un progetto rivoluzionario che avrebbe cambiato il corso della Storia. Ma improvvisamente gli esperimenti furono sospesi e la base abbandonata: quel luogo doveva essere dimenticato da tutti, sepolto nei ghiacci per sempre... 65 anni dopo, un sottomarino americano per ricerche marine si avvicina casualmente ad un enorme iceberg nelle profondità dell'oceano: i ricercatori a bordo scoprono una struttura artificiale incastonata al suo interno, e vi registrano la presenza di qualcuno (o qualcosa) che non sarebbe mai potuto sopravvivere in quelle condizioni... La notizia scatena una nuova rivalità tra Stati Uniti e Russia. In una spirale di segreti, violenza e tradimenti, si scoprirà perchè quella base nasconde misteri che non devono essere svelati...
James Rollins sceglie un tema classico di tanti film e romanzi che mescolano thriller, azione e luoghi selvaggi. Proprio ciò che avviene fin dall'intrigante prologo, e attraverso vicende raccontate con l'abilità del miglior Cussler o Smith. Siamo nel territorio dell'avventura più vera, dove uomini e donne intrecciano destino, senso del dovere, sentimenti alla trama principale: il recupero di un misterioso esperimento che rivela prospettive agghiaccianti. Rollins possiede la capacità di avvincere senza strafare. L'azione è serrata, ma l'autore trova misura e spazio per aprire finestre su paesaggi naturali e psicologici. Libro da vasto pubblico quindi, non solo per appassionati dell'azione fine a se stessa, ma equilibrato e coinvolgente come quei vecchi spy-movies dove si sorrideva trattenendo il fiato.


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"Il sottomarino americano Polar Sentinel navigava attraverso le profondità dell'oceano. Le bronzee eliche gemelle giravano in silenzio, sospingendo stto il tetto di ghiaccio il più moderno sottomarino di ricerca della Marina. Le sirene dell'allarme di prossimità echeggiarono per tutto il vascello.
<Mamma mia che mostro>, mormorò dalla sua postazione l'ufficiale d'immersione, chino su un piccolo monitor.
Il Capitano di vascello Gregory Perry non obiettò alla valutazione del capitano di fregata Bratt. Stava alla postazione del periscopio, in cima alla plancia di comando, e studiava l'oceano che si estendeva davanti alla doppia fusoliera in titanio e acciaio. Benché fosse mezzogiorno, nell'Artico era ancora buio. Ci sarebbero voluti mesi prima che riapparisse il sole. La distesa di ghiaccio sopra di loro si estendeva a perdita d'occhio, interrotta solo a tratti da chiazze verde-blu di ghiaccio più sottile, che filtravano la scarsa luce del mondo di superficie. Lo spessore medio della calotta polare era di tre metri circa, ma non per quello era uniforme e levigato. Tutt'intorno, creste frastagliate si protendevano verso il basso come stalattiti, alcune lunghe anche più di venti metri." (pag 13)

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