
La Biancaneve di Barthelme è lungi dall’essere simile a quella di Walt Disney. Questa Biancaneve scrive poesie erotiche segretissime, ha meravigliosi capelli d’ebano che suscitano visioni vorticose in chi li fissa, vive in una comunità insieme a sette uomini (non si parla di nani). E’ una cavallinga (horsewife), non una semplice casalinga (housewife) - ode al traduttore fortunato. Sogna un principe azzurro senza volto nè nome, che potrebbe essere tranquillamente un signore della Baviera o l’anarchico russo Kropotkin (sic). Dovrebbe innamorarsi di Paul ma non ne è sicura, come del resto nulla lo è nel romanzo.
La trama finisce qui, per nulla influente nella struttura del libro. Barthelme non cerca la storia dietro la storia, anche se suonerebbe davvero bene. Barthelme ricerca la storia al di fuori della storia stessa, come se la vicenda cercasse il suo contrappunto nell’intero scibile umano. E allora vengono invasi tutti campi, dalla semiotica alla linguistica, dall’etica alla morale, passando anche per il nozionismo ed il nonsense. Scherzi linguistici cari a Queneau e a Calvino; episodi di delirio grammaticale e costruzioni pericolanti; un questionario a metà del romanzo in cui l’autore chiede al lettore se il libro è di suo gradimento, se trova che i personaggi siano ben caratterizzati, se il lettore pensa che l’uomo abbia bisogno di più paia di spalle. E’ un universo di pura intelligenza votata alla sperimentazione, alla ricerca metaletteraria.
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"Durante il film dell'orrore Hubert mise una mano in grembo a Biancaneve. Un gesto esplorativo, dettato da timidezza. Lei lasciò che Hubert le tenesse una mano in grembo. Caldo era il grembo; è dove si trova la vulva. E noi avevamo portato un thermos colmo di vodka Martini per assicurarci il più alto grado possibile di felicità. Hubert ricordò la trota mandorlata che aveva mangiato il giorno in cui la palla era rimasta attaccata alla gamba di Kevin. Si trattava di una trota estremamente saporita. E Hubert ricordò la conversazione in cui lui aveva detto che Dio era crudele, e un altro aveva detto che Dio era vago, e avevano fermato il cavallo sul bordo della strada e poi avevano visto un film polacco. Ma questo film era più bello dell'altro, tenuto conto del fatto che quell'altro l'avevamo visto in una versione doppiata, anziché nella spoglia lingua polacca. Biancaneve è agitata. E' in pensiero per una certa cosa chiamata "reputazione". Che cosa penserà la gente, perché l'abbiamo lasciata diventare uno scandalo pubblico, è meglio che non ci facciamo vedere in pubblico en famille, nessuno crede che lei sia soltanto una governante eccetera eccetera." (pag 78)
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